Obituaries [from A to C]

 

OBITUARIES 
[From Amfortas Worldpress to Cumhuriyet Newspaper]
2008.05.10   

AMFORTAS WORLDPRESS
Leyla Gencer (1928 – 2008)    

Le incomprensibili strategie che regolano la vita e la morte, ci hanno tolto proprio Leyla Gencer, che resuscitò , per la gioia di tutti noi melomani, il personaggio di Elisabetta I, Regina d’Inghilterra nel Roberto Devereux di Gaetano Donizetti.
 
Parafrasando un verso di Cammarano e rifacendomi allo scempio della prima recita a Trieste, ho intitolato la mia critica per Operaclick “Di gemiti, e grida il Teatro rimbomba!”.
 
Ebbene, nella sesta scena del III atto, ci sono altri versi che vale la pena ricordare ora.
 
“Ah! Non sia chi dica in terra: la Regina d’Inghilterra ho veduto lagrimar.”
 
Molte generazioni di appassionati, l’hanno sicuramente sentita e ascoltata, questa Regina che piange.
 
Oggi è il turno delle nostre lacrime.

AMFORTAS WORLDPRESS

Leyla Gencer (1928 – 2008)     

Volevo spendere qualche parola in occasione della scomparsa di Leyla Gencer, nella speranza di non accendere polemiche inutili e strumentali.

In che senso si può dire che, nell’indifferenza generale ancora una volta, si è spenta una cantante storica?

La risposta è facile, ed è molto simile a quella che diedi a suo tempo su questo blog ad una domanda su Maria Callas: ha reinventato, risuscitato alcuni personaggi operistici. Vale per la Elisabetta I del Roberto Devereux, ovviamente, ma anche per molti altri, anche meno noti.

Però questo mio ricordo non vuole in alcun modo essere una sterile lista di titoli, perché semplicemente, lo dico a voce alta, con la scomparsa di Leyla Gencer se ne va un piccolo pezzo di quella magia che si chiama teatro, un non luogo dove si può essere tutti e nessuno, e vale per chi sta sul palco ovviamente ma, soprattutto, per chi è seduto in loggione o in platea.

In teatro si alimenta la nostra immaginazione, che è uno strumento per sfuggire alla realtà tristissima che ci circonda.

Non ho mai avuto la fortuna di sentire questa grande artista dal vivo, purtroppo, ma mi basta, non posso fare diversamente, ascoltare i suoi dischi. Le incisioni che ci restano sono proprio come lei: rare, fosche, di qualità sonora problematica molto spesso. Per non parlare dei suoi compagni di recite, qualche volta addirittura imbarazzanti dal punto di vista tecnico.

La tecnica è troppo spesso considerata l’unico metro di misura possibile per valutare un cantante.

Ricordo lo scempio che hanno fatto delle sue prestazioni due celeberrimi esponenti (apprezzabili per molti versi, sia chiaro) della critica musicale: Rodolfo Celletti e Elvio Giudici.

Bene, proprio pensando a quelle parole, mi è piacevole pensare che Leyla Gencer se ne sia andata così, con un ultimo gioioso, teatrale, colpo di glottide.

E mi sta bene anche che, come ho detto in apertura di questo post, sia scomparsa nell’indifferenza generale dei media: solo tra gli appassionati veri, pochi, era nota ed amata, ed immagino che tutti l’abbiano ricordata degnamente, magari in modo più meritevole di me, in silenzio.

Sarebbe sacrilego pensare che la notizia della sua morte sia infilata così, come la classica foglia di fico che copre vere vergogne, tra un vaneggiamento e l’altro dei protagonisti delle notizie eiaculate dalla televisione.

Basta così.

ANFIOSSO


Non l’ho fatto per Di Stefano (03/03/2008), di cui peraltro s’è parlato deludentemente poco (non credo tanto per via della morte di Pavarotti, 06/09/2007, che non era propriamente a ridosso, quanto per il fatto che era pochissimo amato dai critici e da tutti quelli che scrivono e discutono di opera), forse perché mi è dispiaciuto troppo, lo faccio per Leyla Gencer, 10/10/1924-questa notte, Milano. E’ una cosa molto singolare il fatto che anche lei fosse di pochissimo più giovane della Callas (otto mesi), come anche la Sutherland, che aveva solo tre anni meno: eppure la sua collocazione nella storia dell’opera è quella di una delle più accreditate eredi, una delle più illustri epigone. Tra le molte eredi non ce n’è una più meritevole o più importante delle altre, dal momento che il legato della capostipite, si può dire, è stato fatto a pezzi e distribuito in parti piuttosto eque tra le diverse primedonne, che ne hanno poi fatto il meglio che sapevano: la Caballé ha fatto sua la voce-strumento, un po’ flauto, un po’ oboe, un po’ violino, apprezzabilissima nelle nenie specialmente, donizettiane e belliniane; la Sutherland, fulmine di guerra, ha approfondito tutto il discorso sulla coloratura, pervenendo ad esiti di inedita astrazione; altro dovrebbe essere detto delle cantanti nere, che la vigorosa “etnicità” della Callas ha contribuito come nient’altro a consacrare (penso alla Verrett, soprattutto), altro su cantanti, come la Deutekom, che a partire da quei presupposti hanno fatto tutt’altro, con originalità e spregiudicatezza — ma sempre a quella matrice si rifanno. Sono tutte quante diverse e indipendenti, nessuna di loro merita alcuna palma sulle altre; ma la Gencer, tra tutte le eredi, è quella che con la cara estinta ha i più marcati tratti di somiglianza. Una somiglianza di estrazione, che non l’ha schiacciata, perché le era coessenziale: una greca, sia pure per modo di dire, l’altra turca; una studia con una cantante spagnola (Elvira de Hidalgo) in Grecia, l’altra con una cantante italiana (Giannina Arangi Lombardi) in Turchia. Hanno una formazione del tutto “europea”, ma sono irredimbilmente orientali; l’una, la maggiore, di famiglia non incospicua ma déraciné, incerta, un pajo d’occhj spalancati sull’orrore; l’altra, di estrazione altoborghese, figlia di diplomatici, pacata, sicura di sé. Tutte e due destinate ad importare nell’opera qualcosa di straniero, di alieno, o forse semplicemente di originario. Quando la Callas, dopo il ’57, entrò in crisi, furono diverse le cantanti che cercarono di riportare Norma e Violetta alla Scala, ma finivano regolarmente fischiate e prese a pomodori marcj (gl’insulti vomitati dal loggione erano irriferibili): alla Scotto e alla Freni, accolte al grido di “guitta! guitta!” o ingaggiate in scambj d’insulti proscenio-loggione, non disse affatto bene, e si allontanarono per qualche anno dal massimo teatro italiano. La Gencer, non senza tensioni ma alla fine successful, poté riprendere Anna Bolena e Norma immediatamente a ridosso delle produzioni incentrate sulla Callas, o in anni in cui il ricordo della Callas era ancòra vivo, doloroso e bruciante, e il rancore nei confronti di tutto quello che aveva contribuito a distruggerla era feroce. Ciò si spiega col fatto che la Scotto e la Freni, benché fossero cantanti majuscole, potevano passare per rappresentanti di quell’italianità asfittica, melensa e al fondo aggressiva, a cui pareva essersi sacrificato un po’ troppo; la Gencer, invece, era un’infiorescenza rara ed esotica; la sua terra era, per estensione, quella della Callas. Aveva il merito di portare altrove, e oltre, in anni che avevano ben poco di bello da offrire. Accanto alla Simionato e a Zaccaria, in una bellissima Norma che tuttavia non vale la sua Bolena, ebbe un mezzo trionfo. Seguendo la vulgata (per quanto riguarda la Callas), c’è un’ulteriore rima interna nel fatto che anche le sue ceneri sono state inghiottite dal mare (l’Egeo per l’una, quello del Bosforo per l’altra), ma è una cosa macabra. Mi sono riferito a Di Stefano, poco sù: con Di Stefano fece una bella Forza del Destino, 1957, direttore Votto. La consiglio, perché no? Era una cantante straordinaria, interpretò decine di ruoli (a differenza, stavolta, della Callas, che aveva un repertorio ecletticissimo ma non cantò molti ruoli), fece molte grandi cose.


ANSA
Musica in lutto per Leyla Gencer
Leyla Gencer at “Teatro alla Scala” 2007
Photo: La Scala Archive © MARCO BRESCIA, Milano

Roma - La cantante lirica Leyla Gencer è morta venerdì notte all'età di 80 anni nella sua casa a Milano. Lo ha annunciato oggi il Teatro alla Scala con un comunicato. "Una delle voci più emozionanti di ogni tempo - è scritto nel comunicato - si consegna alla memoria. Non solo la Scala, suo teatro e sua seconda casa, ma l'Opera stessa chiude con lei anni di splendore irripetibili". Il funerale di Leyla Gencer si terranno lunedì 12 maggio alle 11 nella Chiesa di San Babila. "L'ultimo saluto a Leyla Gencer - è spiegato nel comunicato - avverrà con le parole della religione che lei, figlia del vicino Oriente, cantò con passione e verità nelle pagine dei grandi musicisti della storia".

AOL

Leyla Gencer in “Aida”1966
Photo: La Scala Archive © ERIO PICCAGLIANI, Milano

Turkish soprano Leyla Gencer performs during Giuseppe Verdi's Aida. Turkey's state opera says Turkish soprano Leyla Gencer who made her career at Italy's La Scala has died in Milan. She was 80. Turkish officials say the singer who was known as La Diva Turca, or The Turkish Diva, died of respiratory problems and heart failure at her home on Friday.


BBC NEWS
Turkish Soprano Leyla Gencer Dies
Leyla Gencer in “Pikovaya Dama” 1961
Photo: La Scala Archive © ERIO PICCAGLIANI, Milano



Leyla Gencer made her UK debut at London's Royal Opera House in 1962

Renowned Turkish Soprano Leyla Gencer has died at her home in Milan, Italy, at the age of 80.

The singer made her career at Italy's La Scala opera house and was known as La Diva Turca, or The Turkish Diva. She appeared in more than 70 productions.

Gencer died of respiratory problems and heart failure on Friday.

La Scala expressed "immense sorrow" over Gencer's death, saying the singer had "one of the most moving voices of any time".

Her performances provided "years of unrepeatable splendour", it added.

Gencer was a contemporary of opera singers Maria Callas and Renata Tebaldi and made her debut at La Scala in 1957 playing Madame Lidoine in Francis Poulenc's Dialogues des Carmelites.

After retiring in 1985, she devoted herself to discovering and training young talent.


BBC TURKISH


BECKMESSER
Leyla Gencer; La Diva Turca     
JUSTO ROMERO

La soprano turca Leyla Gencer era, junto con Magda Olivero (1912), la última verdadera gran diva de la edad de oro del canto. De alguna manera, los melómanos y operófilos se habían acostumbrado a la longevidad inextinguible de estas dos figuras de la historia del arte lírico. La Gencer falleció el pasado viernes en su domicilio de Milán, como consecuencia de una “insuficiencia cardiorrespiratoria”.

Su carrera abarcó 30 años y más de 70 personajes operísticos. Contemporánea y rival de las legendarias Maria Callas y Renata Tebaldi, Leyla Gencer no poseía, sin embargo, el poderoso instrumento vocal de ellas, aunque suplía esta limitación con una emotividad expresiva, una presencia escénica y unas dotes de actriz que la convirtieron pronto en una de las sopranos más fascinantes y apreciadas de su época; “de cualquier época”, como subrayaba el sábado un portavoz de la Scala de Milán, tras conocer su fallecimiento.

Conocida universalmente como “La Diva Turca”, Leyla Gencer había nacido en Estambul, el 10 de octubre de 1928. Hija de un hacendado miembro de una de las más antiguas y conocidas familias de Anatolia, su madre era inmigrante polaca, de origen lituano. Pasó su infancia en un impresionante palacio sobre el Bósforo. Y comenzó a estudiar canto en el Conservatorio de Estambul. Muy joven aún se traslada a Ankara, donde recibe lecciones privadas de la gran soprano italiana Giannina Arangi-Lombardi. Pronto destaca por sus cualidades interpretativas, y en 1950 se produce su debú operístico, en Ankara, con el personaje de Santuzza, de Cavalleria rusticana.

Rápidamente comienza a circular por la Europa operística los rumores sobre las excelencias interpretativas “de una joven soprano turca”. En 1953 se traslada a Italia y debuta en Nápoles, de nuevo en el papel de Santuzza, al que sigue inmediatamente su presentación con Madama Buttefly, también en Nápoles, en el Teatro San Carlo, al que siguen triunfales funciones de Tosca en la Ópera de Múnich. A partir de ese momento, los mejores teatros europeos y americanos se disputan su presencia. Karajan, tan despierto como siempre, la invita inmediatamente a cantar La traviata en la Ópera de Viena.

En 1956 debuta en San Francisco y un año después, en 1957, protagoniza en la Scala de Milán el estreno absoluto de Diálogos de Carmelitas, de Francis Poulenc. Filadelfia (1958), Moscú (1960), Buenos Aires (1961), Londres (1962), Glyndebourne (1962) y Edimburgo (1969) son eslabones de una carrera siempre ascendente, y catapultaron una voz que, aunque limitada en volumen, se caracterizaba por estar gobernada por una de las mejores técnicas de su tiempo y resultaba realzada por un temperamento teatral y una inteligencia expresiva inconfundibles.

En la Scala, compartió estrellato con la Callas y la Tebaldi. Su presencia en el templo operístico milanés fue permanente entre 1957 y 1983, donde apareció en 15 temporadas y cantó hasta 19 roles diferentes. Entre ellos, Leonora en La forza del destino (1957, 1961, 1965), Elisabetta di Valois en Don Carlos (1961, 1963-64, 1970), Aida (1963 y 1966), Lady Macbeth en Macbeth (1964), Norma (1965), Ottavia en L’incoronazione di Poppea (1967) y Alceste (1972). También en la Scala de Milán participó, en 1958, en el estreno absoluto de la ópera Asesino en la catedral, de Ildebrando Pizzetti. “Sus actuaciones en La Scala proporcionaron años de esplendor irrepetible a nuestro teatro», aseguró el sábado el mismo portavoz del coliseo milanés que comunicó su desaparición.

Consciente de las peculiaridades de su voz en el registro grave y tras consolidar su carrera a comienzos de la década de los sesenta, Leyla Gencer optó por concentrar y reservar su mejor repertorio a los agudos y belcantistas roles de soprano de “agilidad”. Anna Bolena, Maria Stuarda, Lucrezia Borgia, Roberto Devereux, Attila, I due Foscari, Rigoletto o Elisabetta de Inglaterra son óperas cuyos papeles de soprano se beneficiaron del arte inconfundible y de la cultura historicista de la Gencer. Esta decisión no le impidió, seguir abordando, aunque puntualmente, papeles más líricos y dramáticos, como Aida o La Gioconda, que gracias a su consistente técnica vocal sabía enfocar desde su condición de lírico-dramática.

Su legado es inmenso. Deja muchos alumnos, que trabajaban con ella en la Academia de la Scala de Milán, y una inmensa pero bien seleccionada discografía, junto a los mejores cantantes y directores de su tiempo, casi toda ella registrada en vivo. Entre las grabaciones que inmortalizan la voz de esta soprano legendaria e inolvidable figuran óperas de Bellini [I Puritani (1961), Beatrice di Tenda (1964), Norma (dos registros; en 1965 con Gavazzeni y en 1966 de Fabritiis)]; Cherubini [Medea (1968)]; Donizetti [Les Martyrs (1978); Lucrecia Borgia (1966 y 1970), Maria Stuarda (1967), Anna Bolena (1965), Roberto Devereux (1964) y Belisario (1969)]; Mozart [Don Giovanni (1960 y 1962, esta última dirigida por Solti)]; Ponchielli [La Gioconda (1971)], Zandonai [Francesca da Rimini (1961)]; Rossini [Elisabetta, Reina de Inglaterra (1971)].

Capítulo especial también merecen sus abundantes grabaciones verdianas, entre las que figuran las óperas I due Foscari (1957), La battaglia di Legnano (1959), Rigoletto (1961), Jerusalem (1963), I vespri siciliani (1965), Macbeth (1960 y 1968), Attila (1972), Ernani (1972), Simon Boccanegra (1961), Il trovatore (1957), Un ballo in maschera (1961), Aida (1956), La forza del destino (1957 y 1965). Todo documenta al futuro sobre la memoria de una artista que, como ha declarado el sábado el ministro de Cultura turco, Ertugrul Gunay, “era una artista mundial, nuestro honor en la escena internacional. Ella ha inscrito su nombre y el de Turquía en la historia de la ópera».


BİANET

BOSTON HERALD

Soprano Leyla Gencer; known as La Diva Turca, dies in Milan 
The Associated Press
Leyla Gencer in “Aida” 1966
Photo: La Scala Archive © ERIO PICCAGLIANI, Milano

Ankara, Turkey - Soprano Leyla Gencer, who made her career at Italy’s famed La Scala opera house, has died in Milan, officials said yesterday. She was 80.

The singer known as La Diva Turca - the Turkish Diva - died Friday of respiratory problems and heart failure at home in Milan, La Scala and the Turkish State Opera and Ballet said.

CANTABILE

CBC CANADA

Turkish Soprano; who performed at La Scala, dies 
Suzan Fraser, The Associated Press Writer
Leyla Gencer in “Aida” 1966
Photo: La Scala Archive © ERIO PICCAGLIANI, Milano

Ankara, Turkey (AP) - Soprano Leyla Gencer, who made her career at Italy's famed La Scala opera house, has died in Milan, officials said Saturday. She was 80.

The singer known as La Diva Turca—the Turkish Diva—died Friday of respiratory problems and heart failure at home in Milan, La Scala and the Turkish State Opera and Ballet said.

La Scala expressed "immense sorrow" over Gencer's death and said the singer had "one of the most emotional voices of any time."

It said in a statement that her performances at La Scala had provided "years of unrepeatable splendor."

Gencer was born in Istanbul in 1928 to a Polish mother and a Turkish father.

She studied privately in Ankara, the Turkish capital, with Italian opera singer Giannina Arangi Lombardi and made her operatic debut there in 1950, cast as Santuzza in Pietro Mascagni's "Cavalleria Rusticana" ("Rustic Chivalry")—a role she would later reprise on world stages.

Gencer, a contemporary of opera legends Maria Callas and Renata Tebaldi, made her La Scala debut in 1957, playing Madame Lidoine in the world premiere of Francis Poulenc's "Dialogues des Carmelites." She moved to the Milanese opera house after successful performances in Puccini's "Madama Butterfly" and Tchaikovsky's "Eugene Onegin" in Naples.

Her repertoire during a career spanning some 30 years included more than 70 roles. At La Scala, she was cast as the first woman of Canterbury in the world premiere of Pizzeti's "L'Assasinio nella Cattedralle" ("Murder in the Cathedral"). A debut at the Royal Opera House, in London, came in 1962 when she performed Elisabetta in Verdi's "Don Carlo."

"Leyla Gencer, a world artist, had become our honor in the international scene and has inscribed her name on the history of opera," Culture Minister Ertugrul Gunay said.

"The Turkish opera, the international art world, have lost a great personality. She was one of the most important opera singers of the 20th century," said Rengim Gokmen, director of the Turkish State Opera and Ballet.

After retiring from opera in 1985, the singer devoted herself to discovering and training young talent. An annual Turkish-sponsored voice competition is named after her.

"Even if in her finals years she was not able to go on stage, she became a leader for Turkish opera stars and trained them," Gokmen said. "We owe her a lot."

La Scala said a funeral will be held Monday in San Babila Church in Milan.

The private Dogan news agency reported that her ashes will be taken to Istanbul to be scattered over the Bosporus, in line with her wishes. The strait forms the boundary between the European and Asian parts of Turkey.


CBS NEWS
Leyla Gencer, La Diva Turca of Opera, dies
The Associated Press Writer
Leyla Gencer in “Aida” 1966
Photo: La Scala Archive © ERIO PICCAGLIANI, Milano

Soprano Leyla Gencer, who made her career at Italy's famed La Scala opera house, has died in Milan, officials said Saturday. She was 80.

The singer known as "La Diva Turca" — the Turkish Diva — died Friday of respiratory problems and heart failure at home in Milan, La Scala and the Turkish State Opera said.

Leyla Gencer performs during Giuseppe Verdi's Aida. Turkish officials say the singer, who was known as La Diva Turca, or the Turkish Diva, died of respiratory problems and heart failure at her home on Friday. (Teatro alla Scala/Associated Press)

La Scala expressed "immense sorrow" over Gencer's death and said the singer had "one of the most emotional voices of any time."

It said in a statement that her performances at La Scala had provided "years of unrepeatable splendour."

Gencer was born in Istanbul in 1928 to a Polish mother and a Turkish father.

Debut in Ankara she studied privately in Ankara, the Turkish capital, with Italian opera singer Giannina Arangi Lombardi and made her operatic debut there in 1950, cast as Santuzza in Pietro Mascagni's Cavalleria Rusticana (Rustic Chivalry) — a role she would later reprise on world stages.

Gencer, a contemporary of opera legends Maria Callas and Renata Tebaldi, made her La Scala debut in 1957, playing Madame Lidoine in the premiere of Francis Poulenc's Dialogues des Carmelites. She moved to the Milanese opera house after successful performances in Madame Butterfly and Tchaikovsky's Eugene Onegin in Naples.

Her repertoire during a career spanning some 30 years included more than 70 roles. At La Scala, she was cast as the first woman of Canterbury in the world premiere of Pizzeti's L'Assasinio nella Cattedralle (Murder in the Cathedral). A debut at the Royal Opera House, in London, came in 1962 when she performed Donna Anna in Don Giovanni.

"Leyla Gencer, a world artist, had become our honour in the international scene and has inscribed her name on the history of opera," Culture Minister Ertugrul Gunay said.

"The Turkish opera, the international art world, have lost a great personality. She was one of the most important opera singers of the 20th century," said Rengim Gokmen, director of the Turkish State Opera and Ballet.

Fostering young talent after retirement


After retiring from opera in 1985, the singer devoted herself to discovering and training young talent. An annual Turkish-sponsored voice competition is named after her.

"Even if in her final years [when] she was not able to go on stage, she became a leader for Turkish opera stars and trained them," Gokmen said. "We owe her a lot."

La Scala said a funeral will be held Monday in San Babila Church in Milan.

The private Dogan news agency reported that her ashes will be taken to Istanbul to be scattered over the Bosporus, in line with her wishes. The strait forms the boundary between the European and Asian parts of Turkey.

CHARLESTON DAILY MAIL

Turkish Soprano Leyla Gencer dies at age 80  
Suzan Fraser, The Associated Press Writer

Ankara, Turkey (AP) -- Soprano Leyla Gencer, who made her career at Italy's famed La Scala opera house, has died in Milan, officials said Saturday. She was 80.

The singer known as La Diva Turca “the Turkish Diva” died Friday of respiratory problems and heart failure at home in Milan, La Scala and the Turkish State Opera and Ballet said.

La Scala expressed "immense sorrow'' over Gencer's death and said the singer had "one of the most emotional voices of any time.''

It said in a statement that her performances at La Scala had provided "years of unrepeatable splendor.''

Gencer was born in Istanbul in 1928 to a Polish mother and a Turkish father.

She studied privately in Ankara, the Turkish capital, with Italian opera singer Giannina Arangi Lombardi and made her operatic debut there in 1950, cast as Santuzza in Pietro Mascagni's "Cavalleria Rusticana'' ("Rustic Chivalry'') -- a role she would later reprise on world stages.

Gencer, a contemporary of opera legends Maria Callas and Renata Tebaldi, made her La Scala debut in 1957, playing Madame Lidoine in the premiere of Francis Poulenc's "Dialogues des Carmelites.'' She moved to the Milanese opera house after successful performances in "Madame Butterfly'' and Tchaikovsky's "Eugene Onegin'' in Naples.

CHICAGO TRIBUNE

Leyla Gencer 1928 - 2008 

CIRCOLO DELLA LIRICA

Addio a leyla Gencer, grande voce della lirica  
Nicoletta Scalzotto
Leyla Gencer in a recital “Rai TV” 1982
Photo © POZZAR, Trieste 

La cantante lirica Leyla Gencer è morta venerdì 9 maggio all’età di 80 anni nella sua casa di Milano. La soprano turca, prima donna della Scala per quasi un trentennio, lasciato il palcosecnico nell’83, assunse il ruolo di responsabile artistico dell’accademia di perferzionamento per cantanti lirici del teatro milanese.

In una nota del teatro della Scala il soprano viene ricordato come «una delle voci più emozionanti di ogni tempo». «Non solo la Scala, suo teatro e sua seconda casa, ma l’opera stessa chiude con lei anni di splendore irripetibili».

Leyla Gencer, nata a Çubuklu, dopo aver studiato canto al Conservatorio di Istanbul e ad Ankara con il soprano italiano Giannina Arangi-Lombardi, ha debuttato al Teatro San Carlo di Napoli, con grande successo di critica e di pubblico nel 1953.E’riconosciuta come una delle ultime grandi dive del Novecento, dotata di una tecnica vocale superba e di notevoli qualità interpretative, la Gencer è riuscita a imporsi a livello internazionale, insieme alla Sutherland e alla Caballé.

Fra i ruoli che hanno consacrata la soprano turca come la migliore erede della Callas, si ricordano grandi personaggi di Verdi (Lady Macbeth, Aida, Violetta Valery né La traviata), di Bellini (Norma, Elvira de I puritani) e di Puccini, Madama Butterfly e Turandot. 



CONTRA COSTA TIMES
Turkish Soprano Leyla Gencer ; who performed at La Scala, dies 
Suzan Fraser, The Associated Press Writer
Leyla Gencer in “Aida” 1966
Photo: La Scala Archive © ERIO PICCAGLIANI, Milano

Ankara, Turkey (AP)—Soprano Leyla Gencer, who made her career at Italy's famed La Scala opera house, has died in Milan, officials said Saturday. She was 80.

The singer known as La Diva Turca—the Turkish Diva—died Friday of respiratory problems and heart failure at home in Milan, La Scala and the Turkish State Opera and Ballet said.

La Scala expressed "immense sorrow" over Gencer's death and said the singer had "one of the most emotional voices of any time."

It said in a statement that her performances at La Scala had provided "years of unrepeatable splendor."

Gencer was born in Istanbul in 1928 to a Polish mother and a Turkish father.

She studied privately in Ankara, the Turkish capital, with Italian opera singer Giannina Arangi Lombardi and made her operatic debut there in 1950, cast as Santuzza in Pietro Mascagni's "Cavalleria Rusticana" ("Rustic Chivalry")—a role she would later reprise on world stages.

Gencer, a contemporary of opera legends Maria Callas and Renata Tebaldi, made her La Scala debut in 1957, playing Madame Lidoine in the world premiere of Francis Poulenc's "Dialogues des Carmelites." She moved to the Milanese opera house after successful performances in Puccini's "Madama Butterfly" and Tchaikovsky's "Eugene Onegin" in Naples.

Her repertoire during a career spanning some 30 years included more than 70 roles. At La Scala, she was cast as the first woman of Canterbury in the world premiere of Pizzeti's "L'Assasinio nella Cattedralle" ("Murder in the Cathedral"). A debut at the Royal Opera House, in London, came in 1962 when she performed Elisabetta in Verdi's "Don Carlo."

"Leyla Gencer, a world artist, had become our honor in the international scene and has inscribed her name on the history of opera," Culture Minister Ertugrul Gunay said.

"The Turkish opera, the international art world, have lost a great personality. She was one of the most important opera singers of the 20th century," said Rengim Gokmen, director of the Turkish State Opera and Ballet.

After retiring from opera in 1985, the singer devoted herself to discovering and training young talent. An annual Turkish-sponsored voice competition is named after her.

"Even if in her finals years she was not able to go on stage, she became a leader for Turkish opera stars and trained them," Gokmen said. "We owe her a lot."

La Scala said a funeral will be held Monday in San Babila Church in Milan.

The private Dogan news agency reported that her ashes will be taken to Istanbul to be scattered over the Bosporus, in line with her wishes. The strait forms the boundary between the European and Asian parts of Turkey.

CORRIERA DELLA SERA


CUMHURİYET DAILY NEWSPAPER
2008.05.11

CUMHURİYET DAILY NEWSPAPER
2008.05.13

CUMHURİYET DAILY NEWSPAPER
2008.05.16