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STABAT MATER    

Giacchino Rossini (1792 - 1868)
Premièr 
Théâtre-Italien, Salle Ventadour, Paris
07 January 1842
15, 16 February 1968   
Herkulessaal, Munich  
BR Broadcast

Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks
Chor des Bayerischen Rundfunks

Mario Rossi conductor
Bruno Pizzi chorus master

Leyla Gencer soprano
Binaca Maria Casoni mezzo-soprano
Luigi Alva tenor
Forbes Robinson bass

Recording date

COMPLETE RECORDING                  

1968.02.15

Recording Excerpts [1968.02.15]
Quis est homo Part III
Sancta Mater Part VI
Inflammantuz Part VIII

IL TROVATORE    

Giuseppe Verdi (1813 - 1901)                                         
Opera in four acts in Italian
Libretto: Salvatore Cammarano from Spanish drama of the same tittle by Atonio Garcia Gutiérrez
Premièr at Teatro Apollo, Rome – 19 January 1853
21, 30 July - 03, 06, 09, 15, 18 August 1968                                       
Arena di Verona, Verona 

46. VERONA OPERA FESTIVAL

Orchestra e coro del Arena di Verona
Conductor: Franco Capuana
Chorus master: Giulio Bertola
Stage director: Sandro Bolchi
Scene and costumes: Nicola Benois

Count di Luna PIERRO CAPPUCCILLI baritone
Ferrando di Luna’s captain of the guard PAOLO WASHINGTON bass
Manrico a chieftain under the Prince of Biscay and reputed son of Azucena CARLO BERGONZI tenor
Duchess Leonora lady-in-waiting to the Princess of Aragon LEYLA GENCER soprano
Ruiz a soldier in Manrico’s service GIANFRANCO BERTAGNA tenor
An Old Gypsy BRUNO GRELLA baritone
Inez confident of Leonora MARIA ZOTTI soprano
Azucena a Biscayan gypsy woman ADRIANA LAZZARINI mezzo-soprano

Time: Fifteenth Century
Place: Biscay and Aragon

 Recording date

Photos © STUDIO FOTOGRAFICO E. BISAZZA, Verona








TICKET FOR A PERFORMANCE 

1968.08.09

OPERA MAGAZINE                                              
1968 June

IL PICCOLO                                          
1968.07.06

AVANTI                                                

1968.07.18  

LA STAMPA                                                

1968.07.23                                                                                         

AVANTI                                                
1968.07.24

OPERA MAGAZINE                                              
1968 September (Autumn Issue)

THE TIMES                                               
1968.09.11  

STELLE DELL’ARENA

1988
REMO SCHIAVO (PANDA EDIZIONE PADOVA)

Leyla Gencer

Fu davvero, come scrisse un pungente critico, la Callas dei poveri? Sì e no. L'aver scelto esattamente lo stesso repertorio della Callas, quello del soprano drammatico di agilità, la poneva inevitabilmente a confronto con quella che era la diva del momento. E poiché i teatri della Gencer non crano quelli della Callas, nacque quello strano appellativo perché parevano diversi i pubblici che applaudivano le due primedonne. I confronti sono sempre spiacevoli ed inutili: la Callas e la Gencer avevano in comune solo una parte del repertorio per il resto diverse le voci, diverso il carattere, diversa bla recitazione.

La Gencer non aveva una figura, come si suol dire, statuaria e impo- nente: era ben proporzionata ma piccolina, un viso grazioso e interessante, capelli nerissimi, uno sguardo penetrante. Recitava bene ma senza il gesto perentorio della Callas e senza assalti dionisiaci. La voce non molto robusta, di buon metallo, partiva dalle note del soprano drammatico e raggiungeva, ma con una certa difficoltà, quelle del soprano leggero. All'inizio della carriera pareva volesse essere più Lucia e Gilda che Leonora o Aida poi chiara- mente si orientò verso il repertorio del soprano drammatico secondo la lezione della Callas, ossia quella del belcantismo ottocentesco che pareva cancellato dall'esperienza verista.
Il debutto areniano della Gencer avvenne con il Ballo in maschera del '62. La parte era decisamente quella del soprano drammatico. Forse perché impaurita dal grande spazio, e nel timore di non essere sentita, la Gencer cantò senza insistere su chiaroscuri, o pianissimo. Ne venne una interpre- tazione di tutto sbalzo del personaggio di Amelia sia nella parte vocale che nella parte scenica. Piacque al pubblico e piacque alla critica, così l'anno dopo venne chiamata per cinque recite di Aida, tre dirette da Serafin e tre dirette da Gavazzeni, i due maestri che dell'acustica areniana conoscevano ogni segreto. È assai probabile che la Gencer abbia approfittato dei loro consigli per la resa perfetta del personaggio della schiava etiope. Abbandonò il canto spiegato e disteso che aveva usato nel Ballo e ricorse a tutte quelle mezze tinte che si addicevano a quell'umbratile figura del Verdi più maturo, quasi al limite della vecchiaia. Ebbe certo le sue impennate nelle frasi scultoree dei duetti con Amneris e col padre Amonasro, ma letteral- mente incantò nel "Numi pietà" o nel "Là tra foreste vergini". Quei pianis- simi non si perdevano, anzi, nell'Arena zeppa di folla, venivano chiaramente percepiti anche nei più lontani gradoni. Inutile dire che il punto di maggior tensione era raggiunto nei "Cieli azzurri" del terzo atto. In questi momenti di estatico rapimento la Gencer faceva veramente ricordare la Callas, non perché la imitasse ma per il colore della frase musicale.
Quasi per confrontarsi con la divina, la Gencer, ancora una volta diretta da Gavazzeni, inaugurava la stagione del 1965 con Norma. La scena montata da Pino Casarini mancava di un'idea unitaria, ma rendeva abba- stanza bene l'atmosfera dell'opera e di conseguenza giustificava la regia di Sandro Bolchi. Ad esempio, la prima scena rappresentava la foresta d'Irminsul e tra le sacre antiche piante Norma ritornava un attimo ancora dopo essere uscita con il corteo per vedere se di lontano Pollione l'avesse seguita come ai giorni del primo amore. La Gencer era ormai di casa all'A- rena, ma non si permetteva di defraudare di una nota il suo pubblico. Dopo il "Pace v'intimo" cantava "Il sacro vischio io mieto" come in un sospiro dolcissimo. Era il giusto preludio alla preghiera "Casta diva". Negli atti seguenti predominava ora il tono elagiaco ora il tono furente e dramma- tico, ma era nel finale che la cantante otteneva con Gavazzeni i più alti esiti per quel senso di catarsi nell'anelito alla morte liberatrice che pareva ricor- dare quella della tragedia classica. Tale era la tensione, dal duetto “In mia mano alfin tu sei" alla preghiera "Deh non volerli vittime" che, finita l'opera, la Gencer aveva bisogno di qualche minuto per ricomporsi ed apparire alla ribalta.
Assai lodata la presenza della Gencer nella Messa da requiem di Verdi, il 9 agosto 1966, sotto la direzione di Antonio Votto. Il fatto di essere un soprano drammatico di agilità le permetteva di passare nel "Libera me Domine" con grande facilità dai momenti della paura del castigo ai momenti della fiducia nella divina misericordia. Era presente in quell'anno anche nell'Aida con Bergonzi e la Cossotto, tre voci eccezionali per una buona direzione di Capuana e una bella regia di Herbert Graf. Non mancava come elemento di discussione l'intervento spettacolare del Corpo di Ballo del Teatro Kirov di Leningrado.
Sempre sotto la direzione di Capuana, la Gencer affrontava nel 1967 la parte di Leonora nella Forza del destino e nel '68 l'altra Leonora, quella del Trovatore. Volente o nolente la Gencer riprendeva il repertorio che in Arena era stato della Callas. E della Callas ricordava qualche momento, come ad esempio in "D'amor sull'ali rosee" del Trovatore eseguita con tutte le finezze del belcanto ottocentesco. Era una lezione che la Gencer lasciava all'Arena, lezione non seguita, come tutte le lezioni degli ottimi maestri. Per continuare la tradizione del soprano drammatico di agilità bisognerebbe che ci fossero voci eccezionali come quella della Callas e della Gencer, ma i miracoli non accadono ogni giorno.

Recording Excerpts [1968.07.21]
Tacea la notte placida Act I "Il Duello" Scena II
Di geloso amor sprezzato Act I "Il Duello" Scene V
E deggio ... e posso crederlo? Act II "La Gitana" Scene IV
Quale darmi fagor... A si ben io... Di quella pira Act III "Il figlio della zingara" Scene VI
D'Amor sull'ali rosee Act IV "Il supplizio" Scene I
Mira d'acerbe lagrime Act IV "Il supplizio" Scene II
Prima che d'altri vivere Act IV "Il supplizio" Scene IV

SIMON BOCCANEGRA

Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Opera in three acts in Italian
Libretto: Francesco Maria Piave from a play by Gutiérrez
Premièr at Teatro La Fenice, Venice – 12 March 1857 
09 September 1968 (3 Performances)
Coliseo Albia, Bilbao

XXI. FESTIVAL DI OVIEDO 


Orquesta Sinfonica de Bilbao
Coros de la ABAO
Conductor: Manno Wolf Ferrari
Chorus master: n/a
Stage director: Arsenio Giunta
Scene and costumes: n/a

Amelia Boccanegra LEYLA GENCER soprano
Gabriele Adorno a patrician GIANFRANCO CECCHELE tenor
Simon Boccanegra a plebian later Doge GIUSEPPE TADDEI baritone
Jacopo Fiesco a patrician RUGGERO RAIMONDI bass
Paolo Albiani a plebeian NINO CARTA baritone
Pietro a plebeian GINO BELLONI bass
A Captain MARIO GUGGIA tenor
Un ancella di Amelia CARMEN RIGAY soprano

Time: Fourteenth Century
Place: In and near Genoa





OPERA MAGAZINE                                              
1968 August

ABAO RESUMEN HISTORICO
1953 - 2019 Historical Summary 

MEDEA

Luigi Cherubini (1760 -1842)
Opera in three acts in Italian
Libretto (French): François Benoit Hoffmann after Euripides
Premièr at Théâtre Feydeau, Paris – 13 March 1797
06, 12, 15, 18, 21 December 1968
Teatro La Fenice, Venezia

OPENING PERFORMANCE OF TEATRO LA FENICE DI VENEZIA

Conductor: Carlo Franci
Chorus master: Corrado Mirandola 
Stage director: Giorgio de Lullo
Scene and costumes: Pier Luigi Pizzi
 
Medea former wife of Jason LEYLA GENCER soprano [Role debut]
Jason leader of the Argonauts ALDO BATTION tenor
Glauce (Dirce) daughter of Creon DANIELA MAZZUCCATO soprano
Creon King of Corinth RUGGERO RAIMONDI bass
Neris servant of Medea GIOVANNA FIORONI mezzo-soprano
1st maidservant RINA PALLINI soprano
2nd maidservant ANNA LIA BAZZANI soprano
Captain of the Guard ALESSANDRO MADDALENA baritone
 
Time: Antiquity
Place: Corinth
 
Recording date

 

Note: The production broadcast by RAI-TV Italiana

Photos © FOTO ALDO NEGRO, Venezia

Photos © FOTO AFI, AGENZIA FOTOGRAFICA INDUSTRIALE, Venezia

Drawings © FONDAZIONE GIORGIO CINI ONLUS, Venezia
Drawings © PIER LUIGI PIZZI
 


GENCER ALLA FENICE 

MEDEA 
STAGIONE 1968 – 1969
https://www.archiviostoricolafenice.org/scheda_opera.php?ID=15425





FONDAZIONE GIORGIO CINI
MEDEA
BELISARIO
JERUSALEM / GERUSALEMME
LES MARTYRS
LA VESTALE
MEDEA IN CORINTO
https://archivi.cini.it/teatromelodramma/search/result.html?startPage=0&query=Gencer&jsonVal=%7B%22jsonVal%22%3A%7B%22query%22%3A%5B%22leyla+gencer%22%2C%22Gencer%22%5D%2C%22fieldDate%22%3A%22dataNormal%22%2C%22_perPage%22%3A20%2C%22archivefind%22%3A%5B%22teatromelodrammaIcoTeatrale003+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale013+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale002+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale005+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale006+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale007+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale011%22%5D%2C%22accountName_string%22%3A%5B%22teatromelodramma%22%5D%2C%22archiveName_string%22%3A%5B%22teatromelodrammaIcoTeatrale003+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale013+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale002+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale005+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale006+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale007+OR+teatromelodrammaIcoTeatrale011%22%5D%7D%7D&orderBy=&orderType=asc&activeFilter=
































POISONED-PEN LETTERS
"Questo e un altro avverimento se canti Medea e la tua condanna"

DINNER WITH FRIENDS AND PIZZI
1968 DECEMBER

I LUNEDI DELLA FENICE MEDEA DI CHERUBINI

SALE APPOLLIANEE, TEATROA LA FENICE DI VENEZIA
1968.12.02

CUMHURİYET DAILY NEWSPAPER                                     
1968

SON HAVADİS DAILY NEWSPAPER                                     
1968.06.26

RADIOCORRIERE.TV                                         
1968 July 07

LA STAMPA                                       
1968.09.05

OPERA MAGAZINE                                    
1968 October

UNKNOWN NWSPAPER                                   
1968 December

IL MONDO                                     
1968.12.03

IL PICCOLO                            
1968.12.03

L'UNITA                              
1968.12.03

RADIOCORRIERE.TV                                
1968 December 29 - January 04

IL DRAMMA                                
1969 January


RADIOCORRIERE.TV                                   
1969 January 12 - 18

DIARIO DE NOTICIAS                               
1969.02.10


OPERA MAGAZINE                        
1969 March

KOBBE'S COMPLETE OPERA BOOK                              
1976
                                         

COMPLETE RECORDING                  

1968.12.15

Recording Excerpts [1968.12.15]

Creonte a me solo un giorno da… Figli miei, miei tesor Act II
E che? Io son Medea! Act III

FROM CD BOOKLET
MEDEA

Of the thirty-five operas Luigi Cherubini (1760-1842) composed, only Medea, his twenty-first, has remained part of the standard repertoire. A greatly underrated opera composer, Cherubini contributed much to opera's development in the post-Gluck "reform period," during which composers sought to drop many of Italian opera's excesses in favour of a leaner, more dramatically truthful compositional style. Cherubini was born and educated in Florence where he received a solid background in the "old school" of musical education: a cappella style, counterpoint, figured bass accompaniment, string and keyboard instruments, sight singing, etc. At age eighteen he received a scholarship to study in Bologna and Milan; Cherubini chose Sarti, a renowned composer of opera seria, as his teacher. Influenced by Sarti, Cherubini's early works were written in the new style of Italian dramatic music. He had operas produced in Florence, Livorno, and London before visiting France for the first time in 1785. After being introduced to Marie Antoinette and the Parisian intellectual society, Cherubini decided to move to France, where he spent the rest of his life.
In 1792 Cherubini signed a contract with the Theatre de la rue Feydeau from which he received an annual salary and was paid for each opera he composed. In his ten years there he produced seven operas (all in French), including Médée (1797) and Les deux journées (1800), his two best-known operas. In a time when the forms of opera buffa and opéra comique were becoming more prevalent, it was Cherubini's desire to be known as a creator of great tragédies lyriques. The three operas he wrote in that form, however, were never successful either within or outside France. His most important contributions to nineteenth-century opera were in opéra comique, a style that contains spoken dialogue. Although Médée is subtitled opéra in the score, it is technically an opéra comique, given that it has spoken dialogue instead of sung recitative.
Médée was only a succès d'estime in its original run; although it received critical acclaim, just twenty performances were given, and the opera was not heard again in France until the twentieth century. Outside France, the opera fared much better. Beethoven was an admirer of the score, and it was heard in German opera houses throughout the nineteenth century. Until the 1980's, the score was performed mostly in altered versions. For example, the spoken dialogue from François-Benoît Hoffman's libretto was set to Wagnerian-style recitative in 1854 by Franz Paul Lachner; as with Bizet's Carmen, the effect of the musical numbers is quite different when offset by speech, as opposed to being linked by sung recitative. For its first Italian performance at La Scala in 1909, the opera was given in an Italian translation by Carlo Zangarini, which became the standard performing edition. The opera was not received favourably, however, and was not given again until the sixteenth Maggio Musicale Fiorentino in 1952, when Maria Callas sang the title role. Her unforgettable interpretation of Medea did much to renew interest in the piece, and since then it has received much more attention. The original French version was given at the Buxton Festival in 1984 and at Covent Garden in 1989.
In the grisly horror it depicts, the opera has few equals. Fuelled by Medea's desire for revenge against her unfaithful husband, Jason, the opera takes the listener on a three- hour emotional tour, the likes of which had not previously been displayed on the French lyric stage. The demands of the title role on the interpreter are significant, both from a vocal and an acting point of view.
The Medea of this performance is Leyla Gencer (b 1924, Ankara), who was taught by Elvira de Hidalgo. She made her debut at the Ankara Opera in 1950 as Santuzza. In 1953 she started her Italian period at Teatro San Carlo in Naples as Madama Butterfly and worked for the Teatro alla Scala in Milan from 1956. Many guest performances all over the world followed: as Amelia in Simon Boccanegra (Verdi) during the Salzburger Festspiele 1961, Elisabeth in Don Carlos (Verdi) and Donna Anna in Don Giovanni (Mozart) at Covent Garden in London, Norma (Bellini) in the Festival of Verona (1965), Giulia in La Vestale (Spontini) in the Opera of Rome, among others.
Creonte is performed by bass Ruggero Raimondi (b 1941, Bologna). His stage debut was as Colline in Puccini's La bohème at the Spoleto Festival. In the same year he gained great success as Procida in Verdi's I vespri siciliani at the Opera of Rome. From 1965 until 1967 he worked at Teatro La Fenice in Venice, performing roles as Mephisto in Faust (Gounod), Alfonso in Lucrezia Borgia (Donizetti) and the title role in Le nozze di Figaro (Mozart). From 1970 he starred at Teatro alla Scala in Milan, as well as in the Metropolitan Opera in New York, followed by many, many roles and performances. He is famous for his powerful, voluminous bass, a real Italian 'basso cantante' Daniela Mazzucato, originally name Meneghini (b 1946, Venice) is heard in the role of Galuce. Her debut was in 1966 at the Teatro La Fenice in Venice as Gilda in Rigoletto (Verdi.) She performed in all the major Italian opera houses and did guest performances throughout Europe.
This 1968 production is conducted by Carlo Franci. Although born in Buenos Aires in 1927, he has Italian nationality, being the son of baritone Benvenuto Franci. He studied in Rome and attended Fernando Previtali's conducting courses. At first, he only conducted symphonic music but made his operatic debut in 1959 with Hänsel und Gretel in Spoleto. He then conducted at the leading Italian theatres, as well as at the Metropolitan Opera, the Vienna Staatsoper and other houses.