Dal Teatro Nuovo e dal "Caio Melisso,, di Spoleto
IL FESTIVAL DEI DUE MONDI
Il Programma Nazionale riprende venerdì la Messa da
Requiem di Verdi, diretta da Thomas Schippers · Nelle prossime settimane
andranno in onda: Il Duca d'Alba di Donizetti, L'Angelo di fuoco di Prokofiev e
i lavori musicali e di prosa Fogli d'album
↓ Photo: Il maestro Thomas Schippers, Luchino Visconti che
ha curato la regia del Duca d'Alba, e Gian Carlo Menotti, ideatore del Festival
Il Festival dei Due Mondi, in corso a Spoleto,
riconferma, con questa sua seconda edizione, il successo di una iniziativa che
ha portato l'antica città umbra in primo piano fra le manifestazioni musicali e
teatrali del nostro tempo. Lo spirito organizzativo e la passione per l'arte
del compositore italomericano Giancarlo Menotti hanno reso posisibile questo
festival, che da molte parti e specialmente dall'America ha ricevuto gli aiuti
necessari per realizzare tanti spettacoli, e tali, come originalità e come
scelta di esecutori, da suscitare un vasto interesse.
Il programma di quest'anno è molto ricco: va dalle esecuzioni
musicali agli spettacoli lirici, dai balletti alla prosa. E la Radiotelevisione
Italiana seguirà con le sue riprese alcuni degli spettacoli più importanti.
Comincerà, il 3 luglio, sul Programma Nazionale, la trasmissione
della Messa da requiem di Verdi, che avrà, a Spoleto, come direttore d'orchestra,
Thomas Schippers. Esecutrice la Filarmonica Triestina, con il coro del Teatro
Verdi di Trieste, diretto da Adolfo Fanfani.
Il 9 luglio, sul Programma Nazionale, andrà in onda l'opera
Il Duca d' Alba di Gaetano Donizetti, diretta dallo stesso Maestro, con la
regia di Luchino Visconti. Il melodramma ha riscosso, fin dalla sua prima
rappresentazione al Teatro Nuovo di Spoleto, alcuni giorni fa, un vivo
successo. Ed è con commossa meraviglia che il pubblico ha ascoltato la celebre
romanza Spirto gentil, de i sogni miei », scritta dal Donizetti per Il Duca
d'Alba e poi trasferita dal compositore nell'opera La Favorita. Nell'odierna
esecuzione è stata riportata, infatti, per ragioni di scrupolo artistico, al
suo posto di origine.
Le vicende di quest'opera del Maestro bergamasco furono
complicate. Fu composta su libretto di Eugène Scribe e Duveyrier tra il 1835 e
il 1843, per essere rappresentata alI'Opéra di Parigi, dove Rossini aveva
aperto le porte al suo collega italiano. Ma, sia per i capricci di una
cantante, sia per altre complicazioni, la rappresentazione sfumò. Qualche
pagina di musica passò nella Favorita e il resto rimase nelle carte di
Donizetti. Seguirono anche vertenze giudiziarie, da parte del direttore dell'
Opéra, il quale rivendicava i diritti sulla partitura. Ma, nel 1848, morto il
Compositore, tutto restò indeciso, e di tale stato di cose approfittò lo Scribe
per passare il libretto a Giuseppe Verdi, ignaro di tutti i precedenti. Fu
cambiato il titolo, i personaggi ebbero nuovi nomi, e mutò anche il luogo
dell'azione. Il libretto era diventato quello de I vespri siciliani.
Il Duca d'Alba fu rappresentato, infine, al Teatro Apollo
di Roma, il 22 marzo 1882, presente la regina Margherita. Ne curò lo spettacolo
il maestro Matteo Salvi, un exallievo del Donizetti. Poi seguirono le riprese a
Bergamo, nell'agosto 1885; al Regio di Torino, nel marzo dell'anno successivo:
dovunque con grande successo. Invece avevano incontrato freddezza le recite al
San Carlo di Napoli, nell'aprile dell'82, poco dopo la rappresentazione romana.
Poi non se ne parlò più, finché la Radiotelevisione
Italiana mise in onda lo spartito (direttore Fernando Previtali) nella stagione
lirica del 1951.
In questa edizione di Spoleto, saranno interpreti il baritono
Louis Quilico, il basso Wladimiro Ganzarolli, i tenori Enzo Tei e Renato Cioni,
il basso Franco Ventriglia ed il soprano Ivana Tosini. Il Duca d'Alba dopo
tante sporadiche apparizioni, si avvia ad entrare trionfalmente nel repertorio
melodrammatico nazionale.
L'opera andrà in programma anche alla Televisione, con la
ripresa diretta del solo primo atto, il 12 luglio.
Un'altra opera che andrà in scena al Festival dei Due Mondi
è L'Angelo di fuoco di Prokofiev. Fin da quando il maestro Menotti assistette
ad una delle prove, nel 1955, per la presentazione del melodramma al Festival
musicale veneziano, si ripromise di portare in seguito, ancora, alla ribalta,
questa straordinaria musica, tra le più vive del Novecento. A Spoleto L'Angelo
di fuoco avrà come interpreti Leyla Gencer, Rolando Panerai, Enrico Campi,
Gabriella Carturan, Stefania Malagù, Anna. Maria Canali, Enzo Tei, Florindo
Andreolli, Mario Borriello, Mario Carlin, Antonio Boyer e Flavio Tasin.
Direttore d'orchestra, István Kertész; regista Frank Corsaro.
Incerto è come il lavoro di Prokofiev prese forma, almeno
così come l'opera è pervenuta in Occidente. La prima idea della composizione
risalirebbe al 1919. Prokofiev stese il libretto e, quasi di un sol getto, il
primo e il secondo atto. Quindi sospese il lavoro intorno al 1922, per
riprendere l'opera nel 1926-27, completando i cinque atti e sette quadri,
rivedendo il già fatto in precedenza e provvedendo alla strumentazione. Secondo
altre fonti, invece, i principali temi dell'opera sarebbero già stati nel
bagaglio del compositore fin dal 1918, quando parti dalla Russia per recarsi in
America.
Certo è che la prima rappresentazione, progettata da Bruno
Walter per Berlino, nel 1927, non andò in porto, sia per le difficoltà
sceniche, sia per la natura troppo rivoluzionaria della musica. Nello stesso
anno Prokofiev dichiarava che L'Angelo di fuoco costituiva il suo più profondo
impegno spirituale e tecnico. Il manoscritto dell'opera scomparve e solo nel
1945 Hans Swarzenski lo scoprì per caso e poté portarlo a conoscenza del
pubblico, dopo la morte dell'Autore. Nel settembre 1954 la Radiodiffusion
Française esegui L'Angelo di fuoco in forma di concerto; nel settembre del
1955, come abbiamo accennato, toccò alla Fenice di Venezia di dare all'opera un
trionfale battesimo.
Registrato a Spoleto, L'Angelo di fuoco andrà in onda per
il Terzo Programma con data da destinare.
Infine, a concludere l'importante contributo dalla Radio-televisione
Italiana al Festival dei Due Mondi, saranno registrati e trasmessi pure dal Terzo
Programma, in data da destinare, i Fogli d'album. Sono questi, nelle intenzioni
di Giancarlo Menotti, una rapida e disinvolta rassegna dello spirito e della
vena teatrale degli europei». Così come i gemelli Album leaves presenteranno
spirito e vena degli Americani.
Fogli d'album, andati in scena al Teatro Caio Melisso di
Spoleto (opportunamente restaurato l'anno scorso, per la prima edizione del
Festival). comprendono una serie di quadri, suddivisi in due tempi, che
presentano lavori di prosa e musicali, molto diversi l'uno dall'altro. Ma non è
l'unità che si è cercata in questo esperimento, in cui figurano testi di Dino
Buzzati, Italo Calvino, Jean Cocteau, Michel de Ghelderode, Eugène Ionesco,
Riccardo Manzi, Gian Franco Maselli, Indro Montanelli, Giuseppe Patroni Griffi
e Mario Soldati. Le musiche sono di Hans Werner Henze, Mario Peragallo, Nino
Rota, Roman Vlad. Regista, Franco Zeffirelli; direttore d'orchestra Carlo
Franci. [Gino Tibalducci]