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MESSA DA REQUIEM       

Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Premièr
Chiesa di San Marco, Milano
22 May 1874
24, 26 November 1967                                  
Teatro Margherita, Genova

Orchestra e Coro del Sinfonica di Teatro Comunale di Genoa

Sir John Barbirolli conductor

Bruno Pizzi chorus master

Leyla Gencer soprano
Franca Mattiucci mezzo-soprano
David Hughes tenor
Marius Rintzler bass

Recording date

COMPLETE RECORDING                  

1967.11.26

MESSA DA REQUIEM       

Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Premièr
Chiesa di San Marco, Milano
22 May 1874
27 June 1967                                  
Basilica di Massenzio, Roma
 
Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma

Fernando Previtali conductor
Giorgio Krischner chorus master

Leyla Gencer soprano
Anne Reynolds mezzo-soprano
Flaviano Labo tenor
Bonaldo Giaiotti bass

L'UNITA                                                

1967.06.20

AVANTI                                                
1967.06.23

L'UNITA                                                

1967.06.27

AVANTI                                                
1967.06.28

L'UNITA                                              
1967.06.29


MESSA DA REQUIEM       

Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Premièr
Chiesa di San Marco, Milano
22 May 1874
09 August 1966                                  
Arena di Verona, Verona              

44. VERONA OPERA FESTIVAL  
Arena di Verona Premiér

Orchestra e Coro del’Arena di Verona

Antonini Votto conductor
Giulio Bertola chorus master

Leyla Gencer soprano
Anne Reynolds mezzo-soprano
Carlo Bergonzi tenor
Bonaldo Giaiotti bass



AVANTI                                                
1966.08.07

CORRIERE DELLA SERA                                                  
1966.08.10

IL PICCOLO                                             
1966.08.10

STELLE DELL’ARENA

1988
REMO SCHIAVO (PANDA EDIZIONE PADOVA)

Leyla Gencer

Fu davvero, come scrisse un pungente critico, la Callas dei poveri? Sì e no. L'aver scelto esattamente lo stesso repertorio della Callas, quello del soprano drammatico di agilità, la poneva inevitabilmente a confronto con quella che era la diva del momento. E poiché i teatri della Gencer non crano quelli della Callas, nacque quello strano appellativo perché parevano diversi i pubblici che applaudivano le due primedonne. I confronti sono sempre spiacevoli ed inutili: la Callas e la Gencer avevano in comune solo una parte del repertorio per il resto diverse le voci, diverso il carattere, diversa bla recitazione.

La Gencer non aveva una figura, come si suol dire, statuaria e impo- nente: era ben proporzionata ma piccolina, un viso grazioso e interessante, capelli nerissimi, uno sguardo penetrante. Recitava bene ma senza il gesto perentorio della Callas e senza assalti dionisiaci. La voce non molto robusta, di buon metallo, partiva dalle note del soprano drammatico e raggiungeva, ma con una certa difficoltà, quelle del soprano leggero. All'inizio della carriera pareva volesse essere più Lucia e Gilda che Leonora o Aida poi chiara- mente si orientò verso il repertorio del soprano drammatico secondo la lezione della Callas, ossia quella del belcantismo ottocentesco che pareva cancellato dall'esperienza verista.
Il debutto areniano della Gencer avvenne con il Ballo in maschera del '62. La parte era decisamente quella del soprano drammatico. Forse perché impaurita dal grande spazio, e nel timore di non essere sentita, la Gencer cantò senza insistere su chiaroscuri, o pianissimo. Ne venne una interpre- tazione di tutto sbalzo del personaggio di Amelia sia nella parte vocale che nella parte scenica. Piacque al pubblico e piacque alla critica, così l'anno dopo venne chiamata per cinque recite di Aida, tre dirette da Serafin e tre dirette da Gavazzeni, i due maestri che dell'acustica areniana conoscevano ogni segreto. È assai probabile che la Gencer abbia approfittato dei loro consigli per la resa perfetta del personaggio della schiava etiope. Abbandonò il canto spiegato e disteso che aveva usato nel Ballo e ricorse a tutte quelle mezze tinte che si addicevano a quell'umbratile figura del Verdi più maturo, quasi al limite della vecchiaia. Ebbe certo le sue impennate nelle frasi scultoree dei duetti con Amneris e col padre Amonasro, ma letteral- mente incantò nel "Numi pietà" o nel "Là tra foreste vergini". Quei pianis- simi non si perdevano, anzi, nell'Arena zeppa di folla, venivano chiaramente percepiti anche nei più lontani gradoni. Inutile dire che il punto di maggior tensione era raggiunto nei "Cieli azzurri" del terzo atto. In questi momenti di estatico rapimento la Gencer faceva veramente ricordare la Callas, non perché la imitasse ma per il colore della frase musicale.
Quasi per confrontarsi con la divina, la Gencer, ancora una volta diretta da Gavazzeni, inaugurava la stagione del 1965 con Norma. La scena montata da Pino Casarini mancava di un'idea unitaria, ma rendeva abba- stanza bene l'atmosfera dell'opera e di conseguenza giustificava la regia di Sandro Bolchi. Ad esempio, la prima scena rappresentava la foresta d'Irminsul e tra le sacre antiche piante Norma ritornava un attimo ancora dopo essere uscita con il corteo per vedere se di lontano Pollione l'avesse seguita come ai giorni del primo amore. La Gencer era ormai di casa all'A- rena, ma non si permetteva di defraudare di una nota il suo pubblico. Dopo il "Pace v'intimo" cantava "Il sacro vischio io mieto" come in un sospiro dolcissimo. Era il giusto preludio alla preghiera "Casta diva". Negli atti seguenti predominava ora il tono elagiaco ora il tono furente e dramma- tico, ma era nel finale che la cantante otteneva con Gavazzeni i più alti esiti per quel senso di catarsi nell'anelito alla morte liberatrice che pareva ricor- dare quella della tragedia classica. Tale era la tensione, dal duetto “In mia mano alfin tu sei" alla preghiera "Deh non volerli vittime" che, finita l'opera, la Gencer aveva bisogno di qualche minuto per ricomporsi ed apparire alla ribalta.
Assai lodata la presenza della Gencer nella Messa da requiem di Verdi, il 9 agosto 1966, sotto la direzione di Antonio Votto. Il fatto di essere un soprano drammatico di agilità le permetteva di passare nel "Libera me Domine" con grande facilità dai momenti della paura del castigo ai momenti della fiducia nella divina misericordia. Era presente in quell'anno anche nell'Aida con Bergonzi e la Cossotto, tre voci eccezionali per una buona direzione di Capuana e una bella regia di Herbert Graf. Non mancava come elemento di discussione l'intervento spettacolare del Corpo di Ballo del Teatro Kirov di Leningrado.
Sempre sotto la direzione di Capuana, la Gencer affrontava nel 1967 la parte di Leonora nella Forza del destino e nel '68 l'altra Leonora, quella del Trovatore. Volente o nolente la Gencer riprendeva il repertorio che in Arena era stato della Callas. E della Callas ricordava qualche momento, come ad esempio in "D'amor sull'ali rosee" del Trovatore eseguita con tutte le finezze del belcanto ottocentesco. Era una lezione che la Gencer lasciava all'Arena, lezione non seguita, come tutte le lezioni degli ottimi maestri. Per continuare la tradizione del soprano drammatico di agilità bisognerebbe che ci fossero voci eccezionali come quella della Callas e della Gencer, ma i miracoli non accadono ogni giorno.

MESSA DA REQUIEM [LIBERA ME]      

Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Premièr
Chiesa di San Marco, Milano
22 May 1874
18 February 1957                               
Duomo Cathedral, Milano            
 
ARTURO TOSCANINI'S FUNERAL

Coro del Teatro alla Scala di Milano
Coro del Conservatorio di Parma 
Victor de Sabata conductor

Soloist: Leyla Gencer soprano

Note:  Leyla Gencer sang “Libera me” from Verdi’s Messa da Requiem in the great conductor’s funeral service which took place at the Duomo Cathedral of Milan on February 18, 1957. She was accompanied by the Choruses of Teatro alla Scala and Parma Conservatoire. Her successful performance was highly praised.





Giovanni Battista Meneghini, Maria Callas and Gianandrea Gavazzeni
in Duomo during the service.





UNKNOWN NEWSPAPER                                                  
1957.02.19

CUMHURİYET DAILY NEWSPAPER                                                  
1957.02.19

MİLLİYET DAILY NEWSPAPER                                                  
1957.02.19

THE TOSCANINI MYSTIQUE                                                  
1957.02.19

VATAN DAILY NEWSPAPER                             

1957.03.14

LEYLA GENCER ANLATIYOR

"Merdiveni nasıl çıktım?
1957.03.14 / V. BÖLÜM
Lütfi Ay
 
Umulmadık bir teklif – De Sabata’nın idaresinde Toscanini’ni için mersiye – Muhteşem bir cenaze merasimi – Duomo katedralinde Verdi’nin Requiem’ini söylerken unutulmaz hatıralar.
 
Toscanini’nin cenaze merasiminde mersiye söylemişsiniz, bu nasıl oldu?
Anlatayım. Temsiller bittikten sonra, Ankara’ya dönmek üzere iken Scala’nın Umum Müdürü haber göndererek seyahatimi biraz geciktirmemi rica etti. Bana mühim bir vazife verileceğini söylediler. Fakat ne olduğunu bilmiyordum. Sonra, bir gün Umum Müdür beni yanına çağırttı ve derhal Verdi’nin Requiem'ini hazırlamamı, Toscanini'nin cenaze merasiminde, katedralde bu mersiyeyi söylemek vazifesi Mo. De Sabata tarafından bana verildiğini söyledi.
Partiyi iki günde öğrendim, sonra De Sabata ile de iki gün çalıştım. O büyük şefle, Scala'daki odasında, çalışırken duyduğum zevki, ettiğim istifadeyi, aynı zamanda çektiğim heyecanı tasavvur edemezsiniz.
Verdi’nin Requiem’ini De Sabata’dan evvel iki gün başka korrepetitörle çalışmıştım. Onunla çalışırken her şey değişti. Büyük şefler elinde aynı eserin nasıl başka manalar, ifadeler aldığını hayretle görüyor ve mesut oluyordum. De Sabata bu kısa mersiye için bana öyle şeyler söyledi, öyle fikirler verdi, öyle tefsirler yaptı ki dâhi bir şefin ne olduğunu ve esere neler katabileceğini anladım.
İtalyanlar için milli bir matem sayılan Toscanini'nin cenaze merasiminde, İtalyan sopranoları dururken, bir Müslüman sanatkârın seçilmesi benim için olduğu kadar Milano müzik çevreleri için de büyük bir hadise teşkil etti. De Sabata gibi büyük bir müzik otoritesinin beni seçmesi kariyerim için mühimdi, hatta Dialogues'deki muvaffakiyetimin bir neticesi sayılmak gerekirdi. Böylece, aynı zamanda henüz konservatuvar talebesi iken kurduğum bir hayal de gerçekleşmiş oluyordu. O sırada, bir gün Tullio Serafin'in idare, ettiği Rigoletto filmini görmüş ve böyle dahi şeflerle hiçbir zaman sahnede söyleyemeyeceğimi düşünerek ağlamıştım. Halbuki, üç dört sene sonra San Carlo’da söylerken ilk şefim aynı Tullio Serafin olmuş, beni İtalya’da o lanse etmişti. Şimdi de De Sabata gibi bir otoritenin, kalp rahatsızlığı yüzünden orkestra idare etmeği bırakmış, bundan sonra bir daha belki de hiçbir şey idare etmeyecek bir şefin, idaresinde Toscanini için mersiye söyleyecektim.
Toscanini'nin cenaze merasimi nasıl oldu?
Bildiğiniz gibi Toscanini senelerden beri yaşadığı Amerika’da ölmüştü. Naaşı Amerika’dan uçakla Roma’ya, oradan da trenle Milano ya getirildi. Merasim günü Scala' nın fuayesine muazzam bir katafalk yapıldı ve naaş üzerine konuldu. Tabut İtalyan bayrağına sarıldı, etrafında da Scala orkestrasının dört mensubu nöbet tuttular. Fonda muhtelif sanat müesseselerinden gönderilmiş yirmi beş büyük çelenk vardı.
Scala'nın bütün kapıları sabahın 7,5’uğundan itibaren halka açıldı, 7,5’ten 9,5’a kadar yüz binden fazla insan bir sel halinde tabutun önünden aktı. Bu sel içinde en meşhur simalardan tutun da en mütevazi halk adamlarına kadar her çeşitten, her meslekten insan vardı: Ameleler, ihtiyarlar, kadınlar, kızlar, çocuklar ve harp malûlleri. İki tekerlekli arabasıyla gelmiş olan bir harp malûlü bahçesinde yetiştirdiği çiçeklerden bir demeti kendi eliyle tabutun üzerine koydu. 9,5 da kapılar kapandı. Fuayeye de Scala’nın ve müzik âleminin tanınmış simaları ve resmi şahsiyetler yer aldılar. Scala’nın perdesi açıktı ve orkestra sahnede yer almıştı.
Bu sırada senelerden beri kalp rahatsızlığından mustarip olduğu için orkestrayı idare etmeyen De Sabata'nın, loş sahne ışığının altında, siyah bir gölge gibi kalan profili orkestranın başında belirdi De Sabata büyük meslektaşı Toscanini'nin ruhu için Beethoven'in 3’üncü senfonisini, yani ölüm marşını çaldırdı. Bu bir daha görülmesi mümkün olmayan muhteşem ve hazin bir manzara Scala'nın bütün kapıları ve pencereleri açılmış, bomboş salondan kayıp giden Beethoven'in nağmeleri kapılardan, pencerelerden sokağa, hoparlörler ve mikrofonlarla bütün Milano’ya, bütün İtalya’ya yayılıyor, dışarıda cenazenin geçme sini görmek için kaldırım boylarınca dizilmiş yüzbinlerce insan bu hazin havayı dinliyordu.
Mersiyeyi katedralde nasıl söylediniz?
3’üncü Senfoni Scala'da çalınıp bittikten sonra cenaze alayı başladı. Toscanini'nin naaşı katafalktan indirilerek Duom katedrali ne götürüldü. Soğuk, yağmurlu bir gündü. Cenaze yollardan geçerken hayatımda hiç görmediğim in san, üstü bir sessizlik bütün şehri kaplamıştı. Cenaze önce Toscanini'nin evinin önünden geçirildi, pencerelerinden tabutun üzerine menekşeler atıldı. Sonra katedrale gidildi. Scala'nın korosu tam kadro halinde mihrabın solunda yer almıştı. Dini merasimden sonra koro ile ve De Sabata'nın idaresinde Verdi'nin mersiyesini söyledim. Sanat hayatımda belki iyi ve fena söylediğim olmuştur. Fakat Duomo katedralinde De Sabatanın karşısında o gün ipnotize edilmiş gibiydim. Sesimin rengi bile değişmiş, bambaşka bir şey olmuştu. Öyle sanıyorum ki bir daha hayatımda hiç o günkü gibi söyleyemem. Sanat hayatımın en büyük mükâfatı o gün katedralde Requiem'i bitirince, bu dev adamın yanına gidip kendisine teşekkür ettiğim zaman yanağımı okşayarak: «Bravo» demesi olmuştur. Bütün bunlar hayatımın en unutulmaz hatıraları olarak kalacaktır.
Tekrar İtalya’ya gidiyor musunuz?
Evet birkaç güne kadar tekrar İtalya’ya dönüyorum. Palermo’daki Massimo tiyatrosunda, evvelce tespit edilmiş bir program gereğince bazı temsiller vereceğim. Bu temsiller 17 Mart’tan 4 Nisan’a kadar sürecek. Nisan içinde Scala'da Puccini'nin hazırlamış olduğum Manon'u 2 defa oynamak ihtimali var. Sonra radyo ve televizyonda birkaç opera temsili vereceğim. Scala'da devamlı temsiller vermem, öyle sanıyorum ki, ancak gelecek mevsim için mümkün olacaktır. Fakat gelecek mevsim başında da Amerika’nın muhtelif 12 şehrinde konserler vermek ve San Francisco opera sezonuna da iştirak etmek mecburiyetindeyim. Şimdi bütün arzum, Nisan sonlarına doğru tekrar Ankara’ya dönüp burada ve İstanbul’da hiç olmazsa ikişer Traviata temsiline iştirak etmektir. Beni her zaman teşvik ve taltif etmiş olan seyircimizi, halkımızı özledim. Onun önünde tekrar ve Türkçe teganni etmek benim için büyük bir zevk olacaktır.
Sizi, günlerden beri, bir hayli yordum. Teşekkür ederim.
Estağfurullah, zahmet edip gel diniz, beni sabırla dinlediniz, zahmetler edip söylediklerimi yazdınız, bütün bunlar için ben size teşekkür ederim. (Son)

Note:  The rest of the interview will be seen in I Dialoghi delle Carmelitane section. 

LA REPUBBLICA

2007.01.16
ANGELO FOLETTO
 
Il vecchio maestro di etica e energia
 
Il 2 febbraio di cinquant' anni fa, nel trigesimo della morte, Arturo Toscanini fu ricordato a New York attraverso un' esecuzione della Sinfonia n.3 «Eroica» di Beethoven (quella con la «Marcia funebre») diretta da Bruno Walter alla Carnegie Hall. In ideale staffetta il 16 febbraio a Milano, per i funerali solenni, fu ancora la Sinfonia n. 3, diretta da Victor de Sabata per l' ultima volta sul podio dei complessi scaligeri, a accompagnare l' uscita del corteo col feretro dalla Scala, che aveva trasformato il foyer in camera ardente (dieci anni dopo avvenne per De Sabata: l' orchestra, senza direttore, suonò la «Marcia funebre») mentre in Duomo e al Cimitero Monumentale risuonarono «Va pensiero» e finale del Requiem di Verdi, solista Leyla Gencer. Le note di Beethoven e Wagner occuparono invece la giornata del 16 gennaio 1957: la notizia della scomparsa, data dalla radio, suscitò spontaneo lutto nazionale. Chi aveva l' età, lo ricorda: la radio rivoluzionò i programmi trasmettendo a intervalli regolari «Eroica» e Marcia funebre di Sigfrido. E in molte case italiane, non solo a Parma e Milano, per alcune ore si parlò sottovoce e si respirò aria cupa: come fosse morto uno di famiglia. Ci pensi chi oggi avrà la ventura di assistere alla Scala all' esecuzione, inevitabile visti i precedenti, della Sinfonia «Eroica», nel 50enario di quel 16 gennaio. Una volta presa consapevolezza della buona sorte per avere in mano uno dei preziosi (e non di numero adeguato) biglietti d' ingresso ottenuti dal proprio consiglio di zona, e della fortuna di entrare (magari per la prima e unica volta) alla Scala in un' occasione per varie ragioni storica. Il ricordo di Toscanini suscita ancora un' ondata di emozioni: non solo nei musicisti che ebbero la fortuna di conoscerlo professionalmente o per gli appassionati che non persero le preziose apparizioni del dopoguerra. La figura del maestro parmense, «primo direttore d' orchestra moderno» condensano e non sbagliano le enciclopedie, è anche tra le poche uscite con naturalezza dalla competenza e dall' affetto degli specialisti. La sua morte, come quella di Verdi, seppe unire la popolazione milanese senza bisogno di chiamate cittadine ufficiali. Forse perché il suo modo di interpretare il ruolo del musicista, sia nelle scelte ampie ma non frettolose né facilmente influenzabili di repertorio sia nello slancio meditato delle esecuzioni (le prime sinfoniche firmate da un italiano a cui la giovane industria discografica si interessò), oltrepassò le capienze dei teatri e delle sale da concerto. Rendendo familiare il precetto toscaniniano di genio e regolatezza che non ha ancora esaurito l' energia emotiva e la carismatica spigolosità etica.

Toscanini's Funeral                  
Bandiera avvrunata per la musica (RAI)     

VERDI MATINEE      

Giuseppe Verdi (1813 - 1901) 
28 October 1957 
Shrine Auditorium, Los Angeles

A VERDI MATINEE FOR YOUNG PEOPLE
 
LA TRAVIATA                                                   
ACT I                                                                                     

Glauco Curiel conductor
Paul Hager stage director

Leyla Gencer Violetta
Jon Crain Alfredo
Jan McArt Flora Bervoix
Murray Kenig Baron Douphol
Harve Presnell Marchese d'Obigny
Carl Palangi Dr. Grenvil
Virginio Assandri Gastone

UN BALLO IN MASCHERA                                                 
ACT III Scene I               

Kurt Herbert Adler conductor

Paul Hager stage director

Leonie Rysanek Amelia
Giuseppe Taddei Renato
Sylvia Stahlman Oscar
Lorenzo Alvary Samuele
Nicola Moscona Tommaso

AIDA                                               

ACT II Scene II               

Francesco Molinari-Pradelli conductor
Carlo Piccinato stage director

Leontyne Price Aida
Eugene Tobin Radames
Blanche Thebom Amneris
Robert Merrill Amonasro
Nicola Moscona Ramfis
Carl Palangi King of Egypt
Nancy Johnson, Dick Carter Solo dancers
San Francisco Corps de Ballet
 
Note: Opera For Young People of Los Angeles City Schools

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GENCER AT SAN FRANCISCO OPERA TOURING LOS ANGELES

A VERDI MATINEE FOR YOUN PEOPLE

SEASON 1957 – 1958