MONTE IVNOR
Lodovico Rocca (1895 - 1986)
Opera in three acts in Italian
Libretto: Cesare Meano, Franz Werfel
Premièr at Teatro Reale, Roma – 23 December 193922 November, 08, 12, 16 December 1956
Teatro San Carlo, Napoli
Conductor: Armando La Rosa Parodi
Chorus master: Michele Lauro
Stage Director: Livio Luzzatto
Scene and costumes: Cesare Mario Cristini
Edali LEYLA GENCER soprano [Role
debut]
Naiké MYRIAM PIRAZZINI mezzo-soprano
Imar RENATO GAVARINI tenor
Wladimiro Kirlatos GIUSEPPE TADDEI baritone
Tepurlov GIORGIO ALGORTA bass
Gregor Miroj GIORGIO MIROJ bass
Il capo dei gendarmi ENZO FELICIATI bass
Maravaid GIOVANNI AMODIO bass
Kuttarin ANNA DI STASIO soprano
Danilo AUGUSTO PEDRONI tenore
Droboj GIUSEPPE MICUCCI bass
Ivanaj PIERO DE PALMA tenor
Un operaio GAETANO VALENTINI tenor
Time: End of 19th Century
Place: Caspian SeaPhotos © FOTO TRONCONE, Napoli
Sketch © CESARE MARIO CRISTINI

GIANANDREA GAVAZZENI ON LODOVICO
COMPOSITORE ITALIANO (Torino 1895 - Torino 1966)
Iniziati gli studi a Torino, si è poi perfezionato a
Milano, in composizione, con G. Orefice. Dal 1940 al 1966 ha diretto il conservatorio
di Torino, rifiutando nel 1950 la nomina a direttore del conservatorio di Roma.
Dal 1936 è membro dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia. Su relazione di
Pizzetti ebbe un premio per la musica dall'Accademia d'Italia ed ha avuto nel
1961 la medaglia d’oro statale dei benemeriti della scuola, dell'arte e della
cultura. Nella sua produzione, prevalentemente operistica, ha per sua natura
conciliato la migliore tradizione italiana con le esigenze del teatro
contemporaneo. 1048 Caratteristica la spiccata facoltà di saper ricreare gli
ambienti e le atmosfere più diverse, realizzandole con personale invenzione. Le
stesse liriche e le altre pagine da concerto, fra le quali tipiche spiccano
quelle per piccoli complessi, possono essere considerate come visioni che egli
rivela attraverso la propria emozione. Ma anche dove manca l'indicazione di un
testo patetico, nella musica sinfonica o da camera l'autore ugualmente aderisce
ad un'intenzione di origine immaginativa che ne dirige lo svolgimento. Per quanto
fortemente legato volta a volta alle più disparate situazioni ambientali, il
linguaggio musicale ha sempre conservato una profonda ricchezza pur negli
impasti strumentali amari ed ambigui e nelle armonie e polifonie più spinte:
azione, musica e parole giungono così allo spettatore in modo unitario e
subitaneo.
Caratteristica la spiccata facoltà di saper ricreare gli
ambienti e le atmosfere più diverse, realizzandole con personale invenzione. Le
stesse liriche e le altre pagine da concerto, fra le quali tipiche spiccano
quelle per piccoli complessi, possono essere considerate come visioni che egli
rivela attraverso la propria emozione. Ma anche dove manca l'indicazione di un
testo patetico, nella musica sinfonica o da camera l'autore ugualmente aderisce
ad un'intenzione di origine immaginativa che ne dirige lo svolgimento. Per
quanto fortemente legato volta a volta alle più disparate situazioni
ambientali, il linguaggio musicale ha sempre conservato una profonda ricchezza
pur negli impasti strumentali amari ed ambigui e nelle armonie e polifonie più
spinte: azione, musica e parole giungono così allo spettatore in modo unitario
e subitaneo.
BOZZETTO PER L’OPERA “MONTE IVNOR”
Attraverso i molteplici stadi dell'esperienza la sua
personalità ha raggiunto la sintesi di un mondo poetico ricco di emozioni
diverse, in un arricchimento della tavolozza espressiva. "Brutale" e
scabra appare a volte la materia musicale; il suono inteso come provocatore di
un ambiente giunge sino a delle espressioni primitive e barbare, e balenano
così, improvvise, luci violente e taglienti. Rocca ha trovato un tono suo
personale. Non accontentandosi di risultati ch'egli avrebbe raggiunto con una
certa facilità e sicurezza nell'ambito del moderno accademismo detto
d'avanguardia, ha sempre cercato tenacemente di dar voce coi mezzi propri al
suo acceso e fantastico temperamento"
OPERA MAGAZINE
1957 February
MUSICAL AMERICA
1957 June