ADRIANA LECOUVREUR
Francesco Cilea (1866 - 1950)
Opera four acts in Italian
Libretto: Colautti after the
play by Scribe and Legouvé
Premièr at Teatro Lirico, Milan – 26 November 1902
Premièr at Teatro Lirico, Milan – 26 November 1902
17†, 20, 23 December 1966
Teatro San Carlo, Napoli
Conductor: Oliviero de Fabritiis
Chorus master: Michele LauroStage director: Attilio
Colonello
Scene and costumes: Maria de
Matteis
Maurizio, Count of Saxony AMADEO ZAMBON tenor
Prince de Bouillon ANTONIO ZERBINI bassL’Abate di Chazeuil FRANCO RICCIARDI tenor
Michonnet, stage director of the Comédie-Françoise ENZO SORDELLO baritone
Quinault, member of the company AUGUSTO FRATI0 bass
Poisson, member of the company HELEN VANINI soprano
Major-damo FRANCO RICCIARDI tenor
Adriana Lecouvreur LEYLA GENCER soprano [Role debut]
Princess Bouillon ADRIANA
LAZZARINI mezzo-soprano
Mlle. Jouvenot, member of the company ELENA BARCIS mezzo-soprano
Mlle. Dangeville, member of the company ANITA CAMINADA soprano
Time: 1730
Place: Paris
† Recording date
Mlle. Jouvenot, member of the company ELENA BARCIS mezzo-soprano
Mlle. Dangeville, member of the company ANITA CAMINADA soprano
Time: 1730
Place: Paris
† Recording date
Photos © FOTO TRONCONE, Napoli

← Bozzetto di
Maria De Matteis per l'Adriana Lecouvreur del 1966 al Teatro dell'Opera di Roma
Ha iniziato il suo percorso artistico illustrando libri di fiabe, regalando
magia ai più piccoli attraverso l’uso sapiente del colore, la fantasia nel
creare i luoghi, la linea morbida delle figure e l’espressività dei volti.
Maria De Matteis, scenografa e costumista, fiorentina doc, ha respirato
l’aria della sua città fino alla fine dei suoi giorni, anche se le sue
creazioni hanno vestito, per quasi cinquant’anni, star nazionali e
internazionali.
Giovane illustratrice di racconti, entrò nel vivo della sua attività
accostandosi al mondo del teatro, diventando assistente di Gino Carlo Sensani
(Siena, 1888 – Roma, 1947), pittore, costumista e scenografo, maestro della
storia del costume nello spettacolo italiano.
Dopo le prime esperienze e qualche fortunato allestimento come Alceste di
Gluck per la regia di Guido Salvini (1936), e per il Maggio Musicale Fiorentino
Il deserto tentato di Alberto Casella (1937), per Maria arriva l’“anno di
grazia” 1949, quando Luchino Visconti le chiede di disegnare i costumi per
Troilo e Cressida di William Shakespeare (le scene erano di Franco Zeffirelli,
che muoveva i primi passi accanto al maestro Visconti). Maria De Matteis si
ispira ai personaggi dei codici miniati medievali, capolavori di perfezione dai
colori vivacissimi, quelli che lei predilige, raffinati e decisi.
Nelle scene corali di tutti gli spettacoli teatrali per cui lavora, Maria
cura il dettaglio e suggerisce atmosfere e sentimenti attraverso le variazioni
cromatiche, sottolineando sempre la valenza simbolica del colore. Così è ne
L’Avaro di Molière messo in scena nel 1952 da Orazio Costa, in Gigi di Colette
e Loos (1955, regia di Giorgio De Lullo), e nell’Ifigenia in Tauride di
Euripide, che debutta a Taormina nel 1957 per la regia di Mario Ferrero.
Un trionfo fu l’allestimento al Piccolo di Milano della Trilogia della
villeggiatura di Carlo Goldoni, con la regia di Giorgio Strehler (per due
stagioni consecutive, 1954-55 e 1955-56). Maria De Matteis è capace di
disegnare i caratteri dei personaggi. Guardando i bellissimi bozzetti dei
costumi conservati nell’Archivio del Piccolo Teatro, si coglie lo spirito
goldoniano, l’ironia che viene fuori dal segno mosso, dalla mimica facciale
(sì, perché Maria tratteggia i volti e la gamma delle espressioni).
Il talento della De Matteis si accompagna spesso a quello dello scenografo
Mario Chiari, il creatore dei maestosi alberi che rendono suggestivi i fondali
della Trilogia. Silvio D’Amico, sul Tempo del 1 dicembre 1954, scrive di «scene
incantevoli», «festa di colori» e «costumi attinti ai più delicati dipinti
d’epoca».
Fondamentale è la conoscenza della storia dell’arte, che permette alla
costumista fiorentina di disegnare, nel rispetto totale della verità storica,
modelli rinascimentali o in stile “Impero”, ispirati al mondo antico o al
secolo dei Lumi, opere d’arte che aderiscono ai corpi.
Le creazioni nate per il cinema sono memorabili: da Ossessione di Visconti
(1943) all’Othello di Orson Welles (1952), da La carrozza d’oro di Jean Renoir
(1952) a Guerra e pace diretto da King Vidor (1956), che le valse la nomination
all’Oscar per i migliori costumi. Il ‘56 è anche l’anno della Bibbia di John
Huston, a cui segue Barabba di Richard Fleischer (1962).
Sono gli anni in cui torna di moda il mito, la storia dei secoli prima di
Cristo. Nel 1961, per il film Gastone di Mario Bonnard, protagonista Alberto
Sordi, a Maria De Matteis viene consegnato il Nastro d’Argento per i costumi.
Gli anni Settanta si aprono con Waterloo di Sergej Bondarciuk: il film
storico e il kolossal lasciano emergere tutta la creatività e il rigore di
Maria. Verso il tramonto della sua vita, realizza altri capolavori da indossare
per il film Cristoforo Colombo (1985) diretto da Alberto Lattuada. [Myriam
D’Ambrosio]
https://www.150anni.it/webi/stampa.php?wid=2063&stampa=1
CORRIERE DELLA SERA
1966.12.16
OPERA MAGAZINE
1967 April
CORRIERE DELLA SERA
2020.02.21
FABRIZIO VERSIENTI
L’allestimento è basato sulle scene storiche di Sormani e Cardaropoli. Dirige lo spagnolo Jordi Bernàcer, protagonista nel ruolo eponimo il soprano uruguaiano Maria José Siri
............ Il prossimo titolo in cartellone nella stagione lirica del Petruzzelli è Adriana Lecouvreur, che andrà in scena il 4 marzo alle 20.30. Opera in quattro atti scritta da Francesco Cilea su libretto di Arturo Colautti, tratto dal dramma di Eugène Scribe e Ernest Legouvé Adrienne Lecouvreur, fu rappresentata per la prima volta il 6 novembre 1902 al teatro Lirico di Milano e riscosse enorme successo. Fu replicata con successo in Italia e all’estero, ma dopo il 1910 l’opera venne a poco a poco dimenticata. Dopo una serie successiva di tagli e cambiamenti dell’autore, a partire dagli anni Trenta Adriana Lecouvreur rientrò stabilmente in repertorio. Al ruolo della protagonista sono legate indissolubilmente la voce e la fama di Magda Olivero, che Cilea considerava l’interprete ideale di Adriana; tra le altre grandi interpreti storiche, vanno citate Renata Tebaldi, Leyla Gencer, Montserrat Caballé, Joan Sutherland, Raina Kabaivanska, Daniela Dessì................
LA NOTIZIA
2023.09.05
COMPLETE RECORDING
1966.12.17
Recording Excerpts [1966.12.17]
Del sultano Amuratte...
Io son l'umile ancella Act I Scene III
Ma, dunque, e vero? ... Dite ... Il grand Maurizio, voi? Act II Scene V
Sia... Non risponde Act II Scene X
Giusto cielo! Che Feci In Tal Giorno? Act III Scene VII
Ecco la luce Act IV Scene VIII Finale
PRIVATE RECORDINGS
Del sultano Amuratte ... Io son l'umile ancella (Act I Scene III)
1974 AT HOME Piano: Lorenzo Arruga
Poveri fiori (Act IV)
1978 AT HOME























